L’ossessione di uscire

Caro diario, il tempo passa e la gente è nella fase ho l’ossessione di uscire.

Manca qualche giorno al fatidico 4 Maggio 2020, ah scusami caro diario, come fai a capire di cosa parlo se non ti spiego?

La data del 4 Maggio è un traguardo, un segnalino, la seconda bandierina che indica che siamo arrivati a 2 mesi di quarantena imposta dal governo.

A Marzo quando è iniziata la quarantena, era stato scelto il 3 Aprile come data indicativa del giorno in cui si sarebbe valutata la situazione, in quella data la gente sperava di uscire e invece è arrivato il prolungamento della quarantena fino alla seconda data indicativa, quella del 4 Maggio.

Ma la gente cosa ha capito di tutto questo secondo te?

L’ipotesi è che il 3 Aprile sarebbe tornato tutto come prima, che poteva uscire e continuare la vita di prima, poi si è rattristata alla notizia del prolungamento di un altro mese, adesso siamo da capo.

Ancora chiusi in casa

Il malcontento riempie le bacheche dei social, la massa non vede l’ora di uscire e abbandonare le mura di casa, tagliarsi i capelli sembra l’ossessione che va per la maggiore, e quindi se la prende con chi decide che non può andare dal barbiere.

Qualcuno deve prendersi la responsabilità di decidere cosa fare, ma perché quando lo fa non va mai bene a nessuno, o quasi?

Leggo notizie e sbircio nei social e mi sembra di leggere di Maria Maddalena o della presunta tale, che a quanto pare è stata scambiata con diverse, o forse è sempre lei, ma il mio riferimento è a quella storiella della lapidazione.

Tutti in strada contro la peccatrice, tutti che giudicano e scagliano pietre, Gesù li interrompe dicendo la fatidica frase “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

I tiranni non mi fanno uscire nemmeno il 4 Maggio! e i social si riempiono di lapidatori intenti a scagliare pietre addosso a questo e a quello, a chi decide il protrarsi della chiusura, perché tutti sono senza peccato e dall’alto del loro piedistallo possono giudicare.

Chi ha lungimiranza?

Penso che il problema di fondo sia la mancanza di comprensione della situazione, oltre alla mancanza di visione di un ipotetico scenario futuro, e da questo ne deriva l’incapacità di adattamento, la frustrazione e l’impotenza che scaturisce nella ricerca di capri espiatori.

Ti racconto una storiella della mia infanzia, forse l’ho già scritta in un blog precedente da tempo cancellato, quindi la voglio ripetere qui, vedi ho questo ricordo di scuola scritto limpido e vivido nella mia mente, ero alle elementari credo.

Storia di studi passati

“In classe si studiava la rivoluzione industriale e i danni collaterali che aveva generato, non tanto alle genti ma all’ambiente. Le fabbriche con le loro ciminiere sputavano cenere dai forni di carbone, dove bruciavano ininterrottamente per tutto il giorno per produrre svariati prodotti.

La cenere volava nelle aree circostanti e si depositava sui tronchi e sulle foglie degli alberi che di conseguenza da marroni e verdi che erano diventavano grigi. Cortecce di alberi ove viveva una popolazione di falene o farfalle con ali marroni che ben si mimetizzavano con i tronchi degli alberi.

Questa loro caratteristica mimetica era la loro difesa dai predatori, uccelli ghiotti di farfalle. Ci fu una strage, le povere farfalle erano come fari nella notte sugli alberi e gli uccelli banchettavano alla grande.

E qui la cosa meravigliosa, l’adattamento entrò in atto. Per sopravvivere le nuove farfalle mutarono il colore delle loro ali da marrone a grigio, tornando a mimetizzarsi riportando così l’equilibrio in quella parte di catena alimentare di cui facevano parte.”

Una lezione che mi è rimasta impressa da allora, un’immagine fissa di me su un banco di scuola che leggo un libro aperto, non so perché mi si è fissata nella mente in modo così indelebile.

Adattarsi

Adattarsi per sopravvivere, di questi tempi posso forse ignorare questa lezione, o indizio?

Stare in casa e ingegnarsi a fare da soli cose che fino all’altro giorno delegavi ai servizi altrui, devo ammettere che non é cosa da tutti, o almeno non per una grande percentuale di persone, sicuramente bisogna tener conto di alcune cose.

  • Avere gli strumenti
  • Avere la manualità
  • Avere il coraggio

Adattamento vuol dire trovare soluzioni anche per poter mantenere certe abitudini, oltre ad avere a disposizione strumenti o attrezzi prendiamo l’esempio di mantenersi in forma, in questo caso serve avere a disposizione anche dello spazio. Alla fine ciò che conta più di tutto é la volontà, basta quella e puoi fare tutto.

Esigenze diverse

Tra quelli che vogliono uscire, che hanno motivi meno discutibili di andare dal parrucchiere, ci sono soprattutto le persone che hanno una piccola o media attività commerciale, i bar, gli stessi parrucchieri, le palestre e l’elenco si allunga parecchio, è anche più comprensibile la loro angoscia.

Chi è dipendente, dipende appunto dal datore di lavoro, c’è la famosa cassa integrazione ma quando verrà erogata? Le Piva hanno ricevuto il buono di 600 € un fantastico aiuto!

Fare di tutta l’erba un fascio è un pò un errore, mica tutte le Piva sono uguali,  come può bastare a chi si paga tutto o ha fatture in attesa di pagamento e già deve anticipare l’iva su soldi che non sa quando saranno sbloccati, e chi ha mutui, prestiti, finanziamenti?

Il virus della burocrazia

Un sacco di problemi insomma, ma quello principale in questo momento, che fa da collo d’imbuto è la burocrazia. Si perché si parla di decreti firmati salva qui e salva là, ma non si è tenuto conto di tutta la burocrazia che poi li deve attuare , oserei dire che è una piaga peggio del virus, vedi “Le 12 fatiche di Asterix”

Il paradosso delle leggi dell’uomo è che se si decide che da domani non puoi uscire di casa e non hai un’autocertificazione valida, prendi la multa, il giorno dopo è in vigore e sta sicuro che se ti beccano le forze dell’ordine e non sei in regola la multa te la fanno.

Invece se si decide che da domani si pagano bonus o casse integrazioni possono tranquillamente passare 2 mesi prima che i conti correnti ricevano dei soldi, perché devi mandare i documenti, devono fare le verifiche, devono incrociare i dati, devono giudicare se ne sei degno etc…

E qui torno a domandarmi caro diario. Dove crede di andare la gente il 4 Maggio? 

Tutti fuori

Forse c’è gente che non vede l’ora di andare dal parrucchiere, che è chiuso, a spendere i soldi della cassa integrazione che non ha ricevuto. Oppure al mare a prendere il sole e fare il bagno, o fare surf? Per dimenticarsi per 1 ora che c’è in giro un virus che magari il giorno dopo se lo porta in ospedale.

Lì in giro c’è un virus, forse la gente si sente immune perché non l’ha preso, forse pensa di essere fortunata, forse pensa che ormai dopo 2 mesi non ci siano più rischi, e quanti pensano veramente che sia tutto un complotto per schiavizzarli?

Non so caro diario, mi faccio delle domande alle quali non aspetto delle risposte, come ho scritto nell’altro post lo faccio per liberarmi la mente, so che nessuno può darmi delle risposte, quindi semplicemente consegno a te queste semplici domande e riflessioni.

Continuo a chiedermi come sarà il dopo? non penso che “il dopo” sarà dopo il 4 Maggio, 1 possibilità su 2 è che il contagio riprenda la sua espansione, dipende da quanto la gente farà attenzione, se ci starà attenta, altrimenti in 20 giorni torneremo tutti bloccati in casa di nuovo.

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